Published On: 9 Settembre 2026
Ragazzi e famiglie durante la Forest Therapy al Faggeto di Allumiere

Radici nel Bosco: la Forest Therapy al Faggeto di Allumiere con ERMES

Rallentare, ascoltare il proprio respiro, camminare in silenzio e riscoprire i suoni del bosco. È stata un’esperienza di connessione con la natura quella vissuta il 6 settembre da ragazzi e famiglie con Radici nel Bosco, una mattinata di Forest Therapy al Faggeto di Allumiere organizzata nell’ambito del progetto ERMES.

Il Monumento Naturale Faggeto di Allumiere ha accolto ragazzi dagli 11 ai 18 anni e adulti per un percorso fatto di esplorazione sensoriale, movimento consapevole, respirazione, ascolto e attività di gruppo.

Un modo diverso per ERMES di perseguire uno dei suoi obiettivi: promuovere il benessere psicofisico degli adolescenti e delle loro famiglie, creando occasioni nelle quali ragazzi e adulti possano sperimentare, condividere e costruire relazioni.

Forest Therapy al Faggeto di Allumiere: rallentare per ascoltare

Il bosco è diventato per una mattina uno spazio da attraversare con tempi e modalità differenti da quelli della quotidianità.

Durante la Forest Therapy al Faggeto di Allumiere, i partecipanti sono stati accompagnati nell’esplorazione dell’ambiente attraverso i sensi. Hanno camminato, osservato, toccato e ascoltato ciò che li circondava.

Ci sono stati anche momenti di silenzio e di movimento consapevole. La camminata meditativa ha invitato ragazzi e adulti a prestare attenzione al respiro, al rumore dei propri passi e ai suoni del bosco.

Piccole esperienze che hanno permesso di rallentare e riportare l’attenzione su ciò che stava accadendo nel presente, lasciando per qualche ora sullo sfondo ritmi e distrazioni della vita quotidiana.

Dal silenzio alla relazione con gli altri

Radici nel Bosco non è stata però soltanto un’esperienza individuale.

Agli esercizi di respirazione, movimento ed esplorazione sensoriale si sono alternati giochi, attività a coppie e momenti di condivisione, pensati per favorire la conoscenza e la comunicazione tra i partecipanti.

E non sono mancate le risate.

Uno dei momenti più significativi è arrivato quando il gruppo ha costruito una grande scultura corporea a forma di albero. Quasi spontaneamente, i ragazzi ne sono diventati le radici, mentre gli adulti hanno dato forma ai rami e alle foglie.

Un’immagine capace di suggerire un’insolita inversione di prospettiva: i più giovani a sostenere simbolicamente l’albero, gli adulti protesi verso l’alto. Un gioco che è diventato anche occasione per interrogarsi sui ruoli, sulle relazioni e sulla crescita.

“Mi sento libero”: la Forest Therapy raccontata dai ragazzi

A raccontare meglio il significato della mattinata sono state soprattutto le parole dei partecipanti.

Una ragazza di 16 anni ha raccontato la sorpresa di esplorare l’ambiente a occhi chiusi:

«È stato bello far riposare gli occhi mentre esploravo l’ambiente intorno a me. Toccare le foglie secche sul suolo e sentirle scricchiolare è stato come stare in paradiso».

Un’altra partecipante, anche lei sedicenne, ha scoperto qualcosa sul proprio modo di vivere il tempo:

«Quando rallento posso davvero godermi il posto in cui mi trovo».

Per un ragazzo di 13 anni, invece, il bosco è stato soprattutto uno spazio di libertà:

«Ho potuto passare un po’ di tempo con il mio amico tra gli alberi che ci piacciono. Mi sento libero».

E una ragazza di 17 anni, di fronte alla paura di mettere una mano in una cavità di un albero, si è ritrovata improvvisamente a ricordare le esplorazioni dell’infanzia, incoraggiata dalla compagna che stava vivendo con lei l’esperienza.

Un’esperienza condivisa anche dai genitori

La mattinata ha coinvolto insieme adolescenti e adulti, offrendo anche ai genitori la possibilità di osservare i propri figli in un contesto diverso.

Una mamma ha raccontato di essersi aspettata di dover convincere i figli a partecipare o a lasciare da parte il cellulare. È accaduto il contrario:

«Non è servito: lo hanno lasciato nella tasca dello zaino. Che sorpresa!».

Anche per gli adulti il bosco è diventato così un’occasione per rallentare e guardarsi da un’altra prospettiva. Un papà, al termine dell’attività, ha sintetizzato così la sua esperienza:

«Non pensavo che ci fosse un posto così bello e che potessi rilassarmi senza andare in vacanza».

Radici nel Bosco, un’altra esperienza del progetto ERMES

La giornata si è conclusa con un pranzo al sacco condiviso, prolungando il tempo trascorso insieme nel Faggeto.

Radici nel Bosco ha così aggiunto un’altra esperienza al percorso di ERMES, portando ragazzi e famiglie fuori dagli spazi abituali e dentro un ambiente naturale nel quale sperimentare ascolto, consapevolezza, movimento e relazione.

Con un’immagine che rimane dopo la fine della giornata: ragazzi che diventano radici e adulti che diventano rami. Perché crescere significa anche trovare radici abbastanza solide da permettere di guardare verso il futuro.

ERMES è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

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Published On: 9 Settembre 2026
Ragazzi e famiglie durante la Forest Therapy al Faggeto di Allumiere

Radici nel Bosco: la Forest Therapy al Faggeto di Allumiere con ERMES

Radici nel Bosco: la Forest Therapy al Faggeto di Allumiere con ERMES

Rallentare, ascoltare il proprio respiro, camminare in silenzio e riscoprire i suoni del bosco. È stata un’esperienza di connessione con la natura quella vissuta il 6 settembre da ragazzi e famiglie con Radici nel Bosco, una mattinata di Forest Therapy al Faggeto di Allumiere organizzata nell’ambito del progetto ERMES.

Il Monumento Naturale Faggeto di Allumiere ha accolto ragazzi dagli 11 ai 18 anni e adulti per un percorso fatto di esplorazione sensoriale, movimento consapevole, respirazione, ascolto e attività di gruppo.

Un modo diverso per ERMES di perseguire uno dei suoi obiettivi: promuovere il benessere psicofisico degli adolescenti e delle loro famiglie, creando occasioni nelle quali ragazzi e adulti possano sperimentare, condividere e costruire relazioni.

Forest Therapy al Faggeto di Allumiere: rallentare per ascoltare

Il bosco è diventato per una mattina uno spazio da attraversare con tempi e modalità differenti da quelli della quotidianità.

Durante la Forest Therapy al Faggeto di Allumiere, i partecipanti sono stati accompagnati nell’esplorazione dell’ambiente attraverso i sensi. Hanno camminato, osservato, toccato e ascoltato ciò che li circondava.

Ci sono stati anche momenti di silenzio e di movimento consapevole. La camminata meditativa ha invitato ragazzi e adulti a prestare attenzione al respiro, al rumore dei propri passi e ai suoni del bosco.

Piccole esperienze che hanno permesso di rallentare e riportare l’attenzione su ciò che stava accadendo nel presente, lasciando per qualche ora sullo sfondo ritmi e distrazioni della vita quotidiana.

Dal silenzio alla relazione con gli altri

Radici nel Bosco non è stata però soltanto un’esperienza individuale.

Agli esercizi di respirazione, movimento ed esplorazione sensoriale si sono alternati giochi, attività a coppie e momenti di condivisione, pensati per favorire la conoscenza e la comunicazione tra i partecipanti.

E non sono mancate le risate.

Uno dei momenti più significativi è arrivato quando il gruppo ha costruito una grande scultura corporea a forma di albero. Quasi spontaneamente, i ragazzi ne sono diventati le radici, mentre gli adulti hanno dato forma ai rami e alle foglie.

Un’immagine capace di suggerire un’insolita inversione di prospettiva: i più giovani a sostenere simbolicamente l’albero, gli adulti protesi verso l’alto. Un gioco che è diventato anche occasione per interrogarsi sui ruoli, sulle relazioni e sulla crescita.

“Mi sento libero”: la Forest Therapy raccontata dai ragazzi

A raccontare meglio il significato della mattinata sono state soprattutto le parole dei partecipanti.

Una ragazza di 16 anni ha raccontato la sorpresa di esplorare l’ambiente a occhi chiusi:

«È stato bello far riposare gli occhi mentre esploravo l’ambiente intorno a me. Toccare le foglie secche sul suolo e sentirle scricchiolare è stato come stare in paradiso».

Un’altra partecipante, anche lei sedicenne, ha scoperto qualcosa sul proprio modo di vivere il tempo:

«Quando rallento posso davvero godermi il posto in cui mi trovo».

Per un ragazzo di 13 anni, invece, il bosco è stato soprattutto uno spazio di libertà:

«Ho potuto passare un po’ di tempo con il mio amico tra gli alberi che ci piacciono. Mi sento libero».

E una ragazza di 17 anni, di fronte alla paura di mettere una mano in una cavità di un albero, si è ritrovata improvvisamente a ricordare le esplorazioni dell’infanzia, incoraggiata dalla compagna che stava vivendo con lei l’esperienza.

Un’esperienza condivisa anche dai genitori

La mattinata ha coinvolto insieme adolescenti e adulti, offrendo anche ai genitori la possibilità di osservare i propri figli in un contesto diverso.

Una mamma ha raccontato di essersi aspettata di dover convincere i figli a partecipare o a lasciare da parte il cellulare. È accaduto il contrario:

«Non è servito: lo hanno lasciato nella tasca dello zaino. Che sorpresa!».

Anche per gli adulti il bosco è diventato così un’occasione per rallentare e guardarsi da un’altra prospettiva. Un papà, al termine dell’attività, ha sintetizzato così la sua esperienza:

«Non pensavo che ci fosse un posto così bello e che potessi rilassarmi senza andare in vacanza».

Radici nel Bosco, un’altra esperienza del progetto ERMES

La giornata si è conclusa con un pranzo al sacco condiviso, prolungando il tempo trascorso insieme nel Faggeto.

Radici nel Bosco ha così aggiunto un’altra esperienza al percorso di ERMES, portando ragazzi e famiglie fuori dagli spazi abituali e dentro un ambiente naturale nel quale sperimentare ascolto, consapevolezza, movimento e relazione.

Con un’immagine che rimane dopo la fine della giornata: ragazzi che diventano radici e adulti che diventano rami. Perché crescere significa anche trovare radici abbastanza solide da permettere di guardare verso il futuro.

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